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Statuto aggiornato del Consultorio Familiare Udinese Onlus

Art. 1 – È costituita in Udine, senza scopo di lucro, una Associazione denominata ”Consultorio Familiare Udinese” (già nota anche come “Studi Riuniti di Psicologia” istituito il 1 febbraio 1978).

  1. Il Consultorio Familiare Udinese ha come esclusivo scopo quello di perseguire finalità di solidarietà sociale e svolge la sua attività senza oneri economici a carico dell’utente, assumendo inoltre il divieto di svolgere attività non istituzionali eccetto quelle direttamente connesse.
  2. Dal momento in cui L’Agenzia delle Entrate riconosce il Consultorio Familiare Udi-nese come organizzazione non lucrativa di utilità sociale, il Consultorio Familiare Udinese, nella persona del suo Presidente, si impegna ad utilizzare l’acronimo di “onlus” in tutti i suoi atti ufficiali e nelle manifestazioni pubbliche in cui è impegnato.

Art. 2 - La sede del Consultorio Familiare Udinese è in Udine, viale XXIII Marzo 1848 n. 44.

Art. 3 - Il Consultorio Familiare Udinese, alieno da condizionamenti partitici, confessionali o razziali non ha scopo di lucro e non può distribuire utili né direttamente né indirettamente. Ha come scopo l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale e precisamente:

A) Informazione ed assistenza per una procreazione responsabile;

  1. somministrazione dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte dalla coppia e dal singolo in ordine alla procreazione responsabile nel rispetto delle convinzioni etiche e dell’integrità fisica degli utenti;
  2. assistenza sanitaria per garantire un’adeguata informazione medica e psicologica a tutela della salute della donna e del frutto del concepimento;
  3. corsi ed incontri di educazione sessuale atti a divulgare le informazioni idonee a promuovere ovvero a prevenire la gravidanza, consigliando i metodi e i farmaci adatti a ciascun caso. Tali informazioni verranno date sia attraverso l’organizzazione di pubbliche conferenze, che direttamente in maniera singola sulla base del bisogno espresso dalla persona.

B) Interventi a carattere preventivo rivolti al settore materno-infantile (Prima e Seconda Infanzia) aventi come obiettivo l’informazione, il sostegno e la cura per la coppia madre-bambino:

  1. sostegno alla coppia madre-bambino dalla nascita ai 3 anni (Prima Infanzia) attraverso colloqui individuali, lavori di gruppo, incontri formativi; l’intervento si propone di accompagnare la coppia madre-bambino attraverso tutte le fasi che segnano lo sviluppo psicoaffettivo dell’individuo nella relazione con il caregiver (fornitore di cure);
  2. per quanto riguarda la Seconda Infanzia (dai 3 ai 5 anni) il momento dell’ingresso alla Scuola Materna e tuto il periodo di permanenza del bambino in essa, risulta essere al centro dell’attenzione dell’intervento preventivo in questa fascia d’età.

C) Interventi psicologici e di sostegno alla coppia, alla famiglia e al singolo. 

I colloqui mirano ad inquadrare la sofferenza psichica del singolo, della coppia e della famiglia, proponendo delle vie per alleviarla. Vengono organizzati piccoli gruppi di psicoterapia durante i quali il gruppo si occupa del disagio psichico dei partecipanti, fornendo loro delle soluzioni. Vengono disposti incontri fra gruppi omogenei che affrontano problematiche comuni.

D) Assistenza psicologica e sociale alla famiglia in ordine alla problematica minorile;

  1. problemi legati alla preadolescenza e all’adolescenza;
  2. attenzione alle situazioni psicologiche che la coppia e talune famiglie incontrano durante il percorso di adozione e di affidamento.

E) Educazione all’alimentazione;

  1. vengono affrontati in modo competente argomenti controversi ma di grande attualità, come il sovrappeso e l’obesità infantile, coinvolgendo genitori, bambini, insegnanti;
  2. medicina prenatale, alimentazione ed effetti sull’armonia e sviluppo del nascituro; dettagli dell’alimentazione nelle diverse epoche della gravidanza, in condizioni normali e patologiche;
  3. nutrizione e fitness; integratori e prodotti erboristici: uso e abuso;
  4. attività di gruppo per obesità e patologie del comportamento alimentare, benessere e stile di vita attraverso la conoscenza, il rilassamento profondo e il divertimento.

F) Assistenza sanitaria, psicologica e sociale in ordine alle esigenze della terza età.

L’intervento non è inteso semplicemente a “collocare” la disabilità, ma a mettere sempre in discussione il percorso verso la dipendenza. Il raggiungimento di questo obiettivo implica un concetto più ampio della sola cura della malattia, o della creazione di “contenitori” sempre più gradevoli per gli anziani, ma riguarda l’idea di passare dalla malattia alla salute, allo star bene inteso come il raggiungimento dell’integrità funzionale e come percezione della persona verso sé stessa e l’ambiente in cui vive. Il lavoro del consulente geriatra si propone come guida e sostegno nell’indicare alla persona anziana una soluzione praticabile ai suoi problemi.

G) Consulenza legale in ordine alle questioni relative al diritto di famiglia e in particolare alla legislazione in tema di separazione legale dei coniugi, di divorzio, di annullamento del matrimonio, di coppie di fatto e di figli legittimi o naturali.

H) Consulenza neurologica rivolta a quei nuclei familiari che si trovano a fronteggiare e gestire le malattie neurologiche di propri membri, le quali riducono la funzionalità e le abilità psichiche.

L’attività è diretta a spiegare ai parenti degli ammalati di Alzheimer che cosa sia la demenza, da che cosa è determinata e quale ne sia l’evoluzione a seconda delle cause. Lo scopo è quello di sostenere i parenti (soprattutto i partner) nel ruolo di caregiver (fornitore di cure). Il lavoro da fare è inteso a spiegare come si possono affrontare le domande reiterative, i deliri, le dispercezioni, il disorientamento temporo-spaziale e autobiografico e i momenti di agitazione psicomotoria. Mentre nei riguardi dell’ammalato si vuole che conservi le sue abilità consolidate, favorendo la sua auto-mia il più a lungo possibile, la coppia va aiutata a rimanere tale nonostante il partner smarrisca i propri ricordi. Quando è necessario queste persone vanno aiutate a gestire le problematiche alimentari e le questioni legali connesse con il loro stato di malattia.

I) L’organizzazione di incontri, conferenze e dibattiti su questioni aventi finalità istituzionali.

L’Associazione si avvarrà anche dell’esperienza di persone esterne alla struttura.

L) Attività di studio e di ricerca nell’ambito del disagio psichico, con riferimento a specifiche aree di particolare rilevanza sociale.

M) Attività di supervisione di casi clinici, rivolta alle figure professionali che si occupano del disagio psichico.

Tale attività viene organizzata sia attraverso piccoli gruppi che individualmente.

Art. 4 - Il patrimonio è costituito dai contributi dello Stato, della Regione e di altri Enti, nonché di lasciti, legati e oblazioni di Enti e di privati.

Art. 5 - La denominazione “CONSULTORIO FAMILIARE UDINESE” da sola o accompa-gnata da attributi o qualifiche, è riservata.

Art. 6 - Si possono costituire Sezioni periferiche in località diverse da quella della Sede Centrale, che nell’ambito della loro sfera di competenze svolgono l’attività diretta al raggiungimento dei fini previsti dallì’art. 3 del presente Statuto.

Art. 7 - Il gruppo di lavoro del Consultorio Familiare Udinese comprende un ginecologo-ostetrico, un geriatra, uno psicologo-psicoterapeuta per bambini, uno psicologo-psicoterapeuta per adulti, un dietologo, un neurologo ed un avvocato.

Art. 8 - L’equipé del Consultorio può avvalersi di operatori esterni allo scopo di garantire particolari esigenze degli utenti.

Art. 9 - Gli Associati del Consultorio stabiliscono l’indirizzo socio-sanitario da dare all’atti- vità in armonia con le leggi vigenti. Per il perseguimento dei fini istituzionali gli Associati forniscono le loro competenze in forma prevalentemente volontaria, libera e gratuita. L’Associazione può assumere dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri Associati. Gli Associati:

  • devono partecipare alla vita associativa;
  • hanno il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello Statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’Associazione.

Art. 10 - Gli Associati del Consultorio provvedono ad eleggere al proprio interno un Presidente e un Direttore, che durano in carica tre anni e possono essere rieletti per più mandati consecutivi. Sono organi dell’Associazione: l’Assemblea, il Consiglio Direttivo, il Presidente ed i Probiviri. Gli incarichi ricoperti dagli Associati nei vari organi istituzionali sono liberi, volontari e svolti in maniera gratuita.

Ogni Associato ha diritto ad un voto.

Sono ammesse le deleghe ma nessun Associato può riceverne più di una.

Le deleghe possono essere conferite esclusivamente ad altri associati.

Il Consiglio Direttivo ha la funzione di vigilare e di svolgere i compiti che gli derivano dal presente Statuto ovvero dall’Assemblea.

L’Assemblea si riunisce almeno una volta l’anno entro il mese di marzo per l’approvazione del bilancio.

Essa inoltre:

  • delinea gli indirizzi generali dell’attività dell’Associazione;
  • approva, su proposta del Consiglio Direttivo, i regolamenti che disciplinano lo svolgimento dell’attività dell’Associazione;
  • delibera sull’eventuale destinazione di utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione stessa, qualora ciò sia consentito dalla legge e dal presente Statuto;
  • approva le modifiche al presente Statuto;
  • delibera sullo scioglimento e liquidazione dell’Associazione e sulla devoluzione del suo patrimonio.

L’Assemblea è convocata dal Presidente, anche fuori dalla Sede Sociale, ogniquavolta questi lo ritenga opportuno oppure ne sia fatta richiesta da almeno la metà dei Soci aderenti o da almeno un terzo dei Consiglieri in carica. La convocazione dell’Assemblea sarà fatta mediante avviso da comunicarsi ai Soci via lettera, posta elettronica (e-mail) o mezzi equipollenti  almeno dieci giorni prima della data fissata per la prima convocazione. L’avviso deve contenere l’elenco delle materie da trattare, l’indicazione del luogo dell’adunanza e quella della data e dell’ora della prima e della seconda convocazione. La seconda convocazione dovrà essere fissata almeno un giorno dopo la prima convocazione.

L’Assemblea è valida qualunque sia l’oggetto da trattare: in prima convocazione quando sono presenti o rappresentati tanti Soci che rappresentino la maggioranza dei voti di tutti i Soci; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei voti dei Soci presenti o rappresentati. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti dei Soci presenti o rappresentati all’adunanza. Quando si tratta di deliberare sullo scioglimento dell’Associazione, tanto in prima che in seconda convocazione, le deliberazioni devono essere prese col voto favorevole di almeno tre quarti dei Soci aventi diritto al voto. 

Art. 11 - Il Presidente ha la rappresentanza legale ed in giudizio del Consultorio; egli rappresenta il Consultorio per quanto riguarda la riscossione dei contributi e di ogni altro introito.

Art. 12 - Il Direttore ha la funzione di organizzare l’attività socio-sanitaria del Consultorio e assumere le funzioni del Presidente in caso di sua assenza o impedimento.

Art. 13 - La funzione di Probiviri viene assunta da tutti gli operatori del Consultorio.

Art. 14 - L’Associazione:

  • ha il divieto di distribuire gli utili o gli avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge;
  • ha l’obbligo di impegno degli utili per il solo realizzo di attività istituzionali o direttamente connesse;
  • ha l’obbligo di devolvere il patrimonio, a seguito dello scioglimento per qualunque causa, a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art.3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge:
  • ha l’obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale.

Art. 15 - Sono Membri Onorari dell’Associazione, non entrando a far parte della medesima, gli studiosi e le personalità che abbiano dato particolari contributi allo sviluppo e alla promozione della cultura, nonché coloro che, per aver contribuito finanziariamente o svolto particolari attività a favore dell’Associazione medesima, ne hanno sostenuto le attività ed acquisito particolari benemerenze per la sua promozione e valorizzazione.

Sono Sostenitori dell’Associazione, non entrando a far parte della medesima, le persone fisiche, giuridiche e gli Enti od Istituzioni che, condividendo le finalità dell’Associazione, vogliano ad essa contribuire.

Art. 16 - Sono Associati coloro che hanno sottoscritto l’atto costitutivo e coloro che saranno nominati tali con delibera assunta dai membri del Consiglio Direttivo.

Sono escluse limitazioni in funzione della temporaneità di partecipazione dell’Associato alla vita associativa.

L’Associato che intende recedere dall’Associazione deve comunicare per iscritto il proprio proposito al Presidente. L’Assemblea decide inappellabilmente l’esclusione di Associati per grave e reiterato inadempimento degli obblighi e doveri derivanti dal presente Statuto.

Art. 17 - Possono venire stipulate convenzioni con Enti ed Istituzioni pubbliche e private che rispondano agli scopi ed alle finalità previste dall’art. 3 del presente Statuto.

Art. 18 - Per quanto non contemplato nel presente Statuto si fa riferimento alle vigenti disposizioni di legge.

Mia figlia ha trovato molto giovamento frequentando la Casa dei Piccoli. Entrando all’asilo per la prima volta, si è relazionata facilmente con gli altri bambini ed io ho imparato ad accompagnarla nella sua crescita senza soffocarla.

la mamma di Alice, 3 anni

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