Vi propongo un frasseggio che è avvenuto di recente con una persona che dopo vari ripensamenti, durati un paio d'anni, ha deciso che per lei era venuto il momento di affrontare quei conflitti interni, che, dopo il primo approccio, aveva cercato di risolvere in un altro modo, contando che il tempo l'avesse potuta aiutarla a rimuoverli.

Considero per un paziente un atto di coraggio riconoscere il fallimento di questi tentativi e il riproporsi allo stesso psicoterapeuta per riprendere il dialogo là dove era stato interrotto. Quando riusciamo a consentire che questo avvenga abbiamo sicuramente fatto un buon lavoro, che riconosce anche il valore che la persona deve poter disporre per sé, il diritto di mantenere le sue difese psichiche quando il metterle in discussione può rappresentare per lei una minaccia ancor maggiore.

 

Prima email
Gentilissimo Dottor Rizzi,
ci siamo incontrati martedì al Consultorio Udinese Onlus, non so se si ricorda, sono ...
La ringrazio molto per il nostro incontro e mi scuso se ho parlato eccessivamente, erano anni che immaginavo un incontro simile ed era la prima volta che mi avvicinavo in qualche modo a questo "mondo".
Davvero le sono grata per il suo impegno e le chiedo scusa perchè dovevo chiamarla in settimana ma ho pensato di scriverle una email per dirle che per il momento non mi sento ancora di procedere con questi incontri. Non mi fraintenda, come le accennavo non è molto facile per me come passo, come impegno che diventa costante; e inoltre non ho mai avuto un periodo tanto pieno di impegni, pensieri, questioni da sbrigare per le numerose attività in cui sono impegnata. Sarebbe comunque sia un ennesimo impegno che settimanalmente si aggiungerebbe e al momento per entrambi i motivi preferisco rinviare.

Eventualmente se tra un po' dovessi decidere altrimenti, posso contattarla nuovamente per riprendere da dove avevamo lasciato in sospeso?
Grazie ancora davvero per tutto. 

Prima risposta
Gentile ...,
capisco che ha bisogno di avere del tempo per decidere e sicuramente quando lei lo riterrà opportuno potremo riprendere da dove abbiamo lasciato, magari con altre valutazioni.
In bocca al lupo
Luciano Rizzi

Seconda email
Gentilissimo Dottor Rizzi,
sono una ragazza di quasi 25 anni, studentessa universitaria.
Come ritrova dalle email in allegato, ci eravamo già incontrati e contattati, ormai due anni fa, e mi ero rivolta al Consultorio per informarmi su un possibile percorso psicoterapeutico.
Durante il nostro incontro avevo espresso le mie problematiche legate alla bulimia e disturbi alimentari, tuttavia era emerso (e ne sono sempre più consapevole) che ci sono molti e altri aspetti generali da far emergere, alla base anche del modo in cui si manifestano con diversi comportamenti.
Queste dinamiche interiori che non ho mai considerato incidono ormai sempre più sulla serenità del mio quotidiano vivere e in questo periodo mi sento sempre più persa e inquieta. Sono troppi anni che desidero farmi aiutare, e non mi sentivo mai pronta per farlo realmente, tuttavia ho poi continuato a rimandare e ignorare questi miei problemi interiori, trascinandoli fino ad oggi.
Le scrivo per domandarLe se fosse possibile essere seguita presso il Consultorio, poiché ho continuato a rimandare e ignorare questi miei problemi interiori, trascinandoli fino ad oggi.

Seconda risposta
Certo che può essere seguita,
ha deciso che ora è il momento più adatto per lei per intraprendere questo suo percorso interiore, che due anni fa non era ancora pronta a fare e che l'ha portata a cercare altre soluzioni per cercare da far fronte alla sua inquietudine. Significa che l'altra volta abbiamo messo i semi perchè ora lei potesse decidere di farlo.
Non sempre siamo pronti ad affrontare un lavoro su noi stessi che ci chiede una rivisitazione e va a toccare i punti più sensibili e a rimescolare le cose che invece si vorrebbe sepellire per sempre. Solo che quei contenuti di cui vorremmo liberarci rimangono sotto il pelo dell'acqua e se non affrontati e risolti tendono a ritornare in superficie, lasciandoci ancora più prostrati. 

Mia figlia ha trovato molto giovamento frequentando la Casa dei Piccoli. Entrando all’asilo per la prima volta, si è relazionata facilmente con gli altri bambini ed io ho imparato ad accompagnarla nella sua crescita senza soffocarla.

la mamma di Alice, 3 anni

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